Magna Grecia: Home Il Museo racconta Museo Archeologico Nazionale di Metaponto

Magna Grecia, un invito al viaggio

Un invito al viaggio - La presenza di Roma

Indice
Un invito al viaggio
I primi insediamenti
Il Modello coloniale
La fondazione di Metaponto
La Fondazione di Siris
Luoghi di culto e abitazioni
La presenza di Roma
Riferimenti bibliografici
Tutte le pagine

Agli inizi del III secolo a.C. Roma fa sentire la sua presenza. Nel 280 a.C. nel territorio di Herakleia si svolse la battaglia tra l’esercito romano e Pirro, da cui quest’ultimo uscì vincitore anche se a costo di numeroso perdite; la guerra volse però in favore dei romani e Pirro e i suoi furono successivamente sconfitti.Nel II secolo a.C., a seguito dell’esito della guerra annibalica, la situazione economica e demografica si presenta in grande trasformazione. Metaponto cessa di esistere come comunità autonoma, e viene probabilmente amministrata come parte di una praefectura romana. L’insediamento continua ad essere frequentato esclusivamente all’interno dell’area fortificata, nota come Castrum, mentre il resto della città mostra i segni di un completo abbandono. Buona parte del territorio agricolo viene confiscata e trasformata in ager publicus romanus. Sorgono importanti complessi agricoli a Termitito, Montalbano e a Pizzica-Pantanello. Cambia in maniera sostanziale il modo di abitare e sfruttare la campagna, precedentemente popolata in modo capillare. Si abbandona il vecchio sistema di divisione sviluppatosi nel periodo coloniale, che prevedeva la presenza di numerosi contadini residenti su un lotto di terreno di cui erano proprietari e che amministravano con una conduzione di tipo familiare. La fattoria greca, di piccole e medie dimensioni, viene sostituita dalla villa rustica, a volte di dimensioni considerevoli, dotata di una pars domestica, residenza dei proprietari, e una pars rustica, destinata alle diverse attività produttive connesse all’agricoltura e all’allevamento.

Di Metaponto verrà a perdersi anche il nome e al suo posto comparirà il toponimo Turris Ostium (che corrisponde alla denominazione medievale di Torre a Mare) che identifica questo luogo per la sua funzione portuale. Invece Herakleia passò dalla parte dei romani ed ebbe in questo modo la possibilità di stipulare con Roma un’alleanza a lei favorevole che manterrà anche in seguito preferendola alla cittadinanza romana; e quindi anche se perse il suo ruolo come centro della lega italica, continuò ad espandersi e a curare il proprio territorio e la propria economia .La guerra sociale, tra il 91 e l’89 a.C., segna l’inizio di una crisi diffusa che investe l’intero territorio per lungo tempo. Tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., in epoca augustea, il territorio metapontino sembra mostrare i segni di una parziale ripresa con la costruzione sul territorio di ville e grandi fattorie e con alcuni interventi di edilizia pubblica all’interno dell’area del Castro.

A differenza di altre realtà urbane, come Grumentum e Venosa, Metaponto, ed Heraclea non ebbero alcun ruolo politico ed economico significativo in età imperiale romana. La crisi iniziata con la guerra sociale fu, per molti aspetti lenta ed irreversibile.Nelle immediate vicinanze delle fattorie vi erano fornaci ed officine che provvedevano alla produzione dei prodotti artigianali o alla lavorazione di quelli agricoli.

L’impoverimento delle risorse produttive e il diffondersi della malaria provocano la riduzione del numero e delle dimensioni degli insediamenti, nonché, talvolta, la loro totale scomparsa, e lo spostamento dei nuclei abitativi superstiti in posizioni elevate, riproponendo un modello insediamentale “arrocato” e di difesa, già noto in quest’area nell’età del bronzo e nella prima età del ferro, ossia prima della colonizzazione greca di VIII secolo. L’economia resta povera e l’unica vera fonte di sopravvivenza è data dalle attività agro-pastorali.

Con l’arrivo dei Longobardi e dei Bizantini, il frazionamento insediamentale ed economico non viene meno, ma viene rafforzato da esigenze difensive ed amministrative del territorio, che determinano una organizzazione topografico a “maglia stretta”, con la creazione di città fortificate, castra, castelli e torri.

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C., la Basilicata attraversa un periodo di grave crisi socio-economica. Saccheggiata e depredata da orde barbariche, mostra i segni di una graduale ripresa solo a partire dal VI secolo, con la diffusione del monachesimo di matrice greco-bizantina. Le caratteristiche geomorfologiche ed idriche della piana costiera, unitamente all’abbandono del territorio e all’affermazione del latifondo, provocano nel corso dei secoli un progressivo deterioramento dell’ambiente. Mutano il clima e il manto vegetazionale. Alla cerealicoltura si sostituisce spesso il pascolo e si diffonde il fenomeno malarico, che rende inabitabile la pianura fino alla riappropriazione da parte dell’uomo moderno. Nasce dunque non solo l’esigenza di prosciugare ma soprattutto la necessità di eliminare le cause che provocano l’impaludamento e l’abbandono.

Nel 1951 nel Metapontino si avvia una politica di esproprio e assegnazione delle terre, e i poderi con le prime case coloniche diventano una realtà diffusa e significativa del nuovo paesaggio che si sta creando.




 

Informazioni per le visite

  • Indirizzo: Via Aristea, 21 Metaponto
  • Orari: Tutti i giorni dalle 09.00 alle 20.00 tranne il lunedì, dalle 14.00 alle 20.00
  • Contatti: 0835 745327
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