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Magna Grecia, un invito al viaggio

Un invito al viaggio - La Fondazione di Siris

Indice
Un invito al viaggio
I primi insediamenti
Il Modello coloniale
La fondazione di Metaponto
La Fondazione di Siris
Luoghi di culto e abitazioni
La presenza di Roma
Riferimenti bibliografici
Tutte le pagine

Diversa è la vicenda che intorno al 650 a.C ha determinato la colonizzazione di Siris, presso la foce del fiume Sinni, ad opera di coloni ionici. Secondo la tradizione letteraria in questo luogo, già abitato da genti ioniche, si sarebbero riversati cittadini Ioni di Colofone in fuga. Questo episodio caratterizzerebbe l’esperienza coloniale di Siris; infatti con ogni probabilità venne qui a stanziarsi una parte consistente di popolazione con una propria struttura sociale e una definita organizzazione politica. Questo avvenimento nella tradizione letteraria assume caratteristiche cruente, ai colofoni viene infatti attribuita l’uccisione dei precedenti abitanti del luogo; inoltre fonti archeologiche testimoniano l’estinzione in questo stesso periodo dell’insediamento indigeno di Anglona; che per le proprie caratteristiche rappresentava un punto nevralgico per il controllo delle valli lungo i fiumi del Sinni e dell’Agri.

Lo stanziamento di un gruppo di coloni ionici determinò una cesura in un’area sotto controllo acheo; da una parte c’era infatti Metaponto e dall’altra la colonia di Sibari. Questa situazione fu risolta con la forza dalle colonie achee che distrussero Siris e ne occuparono il territorio intorno al 570-560 a.C.

A seguito della distruzione anche di Sibari avvenuta nel 510 a.C. il territorio posto tra i fiumi Agri e Sinni fu a lungo conteso tra le altre città italiote. Nel 433 a.C. si giunse finalmente alla fondazione di una nuova colonia che prese il nome di Herakleia sulla destra del fiume Agri vicino la costa. La colonia in un primo momento era comune ai Thurini e ai Tarantini i due maggiori contendenti, e venne creata dove era Siris; per volontà dei tarantini poi i coloni furono trasferiti ad Herakleia, ed il sito precedente sul fiume Sinni fu utilizzato come porto della nuova colonia. I risultati che emergono dagli scavi lasciano supporre che questo territorio sia stato occupato con una certa continuità dal periodo compreso tra la conquista achea di Siris e la fondazione della nuova colonia.

Un vero e organico sviluppo urbano Herakleia lo ebbe solo a partire dal 370 a.C. quando divenne sede della Lega Italiota; da questo momento in poi la colonia si mostra sempre molto attiva sul piano culturale ed economico e gli sviluppi nell’edilizia urbana e religiosa lo dimostrano.

È possibile individuare tre settori che presentano soluzioni urbanistiche e funzionali differenti che sembrano sfruttare le caratteristiche morfologiche di ciascun sito: la collina del Castello identificata come acropoli anche se non presenta le caratteristiche tipiche di centro politico e religioso essendo per lo più caratterizzata da nuclei abitativi con soluzioni del tipo fornace-abitazione-isolato [si tratta di un elemento che contrappone Herakleia a Metaponto dove queste attività erano concentrate in specifici rioni e non venivano svolte all’interno dell’abitato] e da un esiguo numero di edifici pubblici.

Al contrario, la vallata mediana ricca di acqua e di vegetazione e pertanto poco adattabile ad insediamenti abitativi, era la zona dedicata alla funzione pubblica e al culto; gli scavi infatti, hanno portato alla luce edifici destinati a tali funzioni e hanno individuato differenti aree di culto. La terza parte è costituita dalla terrazza meridionale; è questa l’unica parte dell’antica Herakleia occupata dalla città moderna; si tratta della zona con la più scarsa documentazione archeologica. Alcuni indizi inducono a pensare che in questa zona fosse ubicato un quartiere di vasai.

Due limiti naturali all’estensione della chora di Herakleia potrebbero essere facilmente individuati nei fiumi Sinni e Cavone. Un documento epigrafico importante che fornisce molte informazioni circa la gestione e l’organizzazione dello spazio agricolo è costituito dalle Tavole di Eraclea;

Le cosiddette Tavole di Heracleia, lunga iscrizione in bronzo innalzata dai cittadini riuniti in assemblea, è un documento epigrafico di eccezionale importanza, vera e propria miniera di informazioni su aspetti del paesaggio agrario antico.

Il lotto di terra (kleros) dalla forma rettangolare è attribuito al colono-cittadino per diventare capo-famiglia autonomo. L’aggiunta di nuovi coloni alla realtà della polis si riflette sul paesaggio agrario che subisce modifiche per la messa a coltura di nuovi terreni (eschatiai), utilizzati in precedenza per la raccolta di legname e per il pascolo.



 

Informazioni per le visite

  • Indirizzo: Via Aristea, 21 Metaponto
  • Orari: Tutti i giorni dalle 09.00 alle 20.00 tranne il lunedì, dalle 14.00 alle 20.00
  • Contatti: 0835 745327
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